Come sapete il progetto aLabs ha il fine ultimo di far crescere la cultura informatica in Italia.
Oggi mi trovo costretto a scrivere di un fatto gravissimo che “accoltellerà” internet esattamente il 6 luglio 2011.

Se siete quel tipo di persona che guarda ancora solo i TG per informarsi, non ne saprete nulla.
Eh già, perché è sicuramente più importante sapere che Clooney e Canalis si sono lasciati, piuttosto che far sapere che l’Agcom ha deliberato che qualunque sito accusato di pirateria verrà obbligatoriamente oscurato alla prima segnalazione e senza possibilità di replica.
Non ci saranno quindi processi, giudici o possibilità per i provider e gli autori che violano la legge sul diritto d’autore.

E io che pensavo che la rete fosse nata libera..

La cosa che mi lascia più perplesso è il fatto che quando a Calabrò (presidente di Agcom) è stato detto:

“i provider Internet avranno grosse spese per rimuovere i contenuti dal web”

la sua risposta è stata:

“io non lo sapevo, non me l’hanno detto”

A questo punto non posso che far mie le parole di Startup Wikli:

La decisione arriva dalla destra italiana e in particolare da Berlusconi ma credo che chiunque abbia un briciolo di cervello capirà da solo che indipendentemente dall’orientamento politico, tutto ciò rappresenti una devastazione dei diritti di tutti i cittadini, come spiega Marco Calamari di Punto Informatico.

Sono profondamente deluso da questa decisione, ma aLabs continuerà nel suo intento per cercare di far capire che per prendere delle decisioni in ambito informatico è necessario studiare. Le persone che valutano le leggi su internet DEVONO avere una formazione tecnica.
Con tutto il rispetto, non credo che una persona di 76 anni che ha dedicato la sua vita a letteratura e giustizia, possa prendere decisioni sull’utilizzo di una rete che è pane per i giovani.

Non ci rimane che far girare la notizia e sperare che qualche colosso informatico (che magari verrà ascoltato più di questo post) faccia notare a coloro che vogliono uccidere internet, che questa non è una buona idea.

Approfondimento su: Il fatto quotidiano

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